ANGELI

SIRO ANGELI, INCONTRO – PACINI FAZI, LUCCA 1993

Testo teatrale in tre atti che Siro Angeli scrisse nel 1939, e che mantiene ancora oggi una sua fiera originalità. I due protagonisti ventenni, Carlo e Silvia, si affrontano in un serratissimo dialogo fatto di battute brevi, ironiche, timidamente scontrose, asciutte al limite dell’essenziale, nella ricerca di un terreno di comunicazione condiviso, in cui far nascere un sentimento d’amore esclusivo, assoluto, addirittura esasperato. Carlo è un giovane poeta che snobba il successo letterario, i riti salottieri, le banalità delle chiacchiere quotidiane; Silvia è una sorta di femminista ante litteram, che esibisce scarsa stima per gli uomini, di cui afferma severamente: «Certe volte li disprezzo, certe volte mi fanno pietà…Tutti quelli che ho conosciuto io sono così. Burattini». Carlo le fa da intransigente eco: «Io non posso amare una ragazza che sia stata baciata da un altro». In questo reciproco rincorrere un’inarrivabile purezza, i due finiscono per incontrarsi e amarsi: indifferenti al mondo intorno (i tre atti si svolgono sulla stessa terrazza, di sera, senza nessuna scenografia di sfondo), estranei alla storia che sta per precipitare in un disastroso conflitto mondiale, compresi solo della «partita amorosa» che li riguarda. Nella sua affettuosa introduzione, Italo Alighiero Chiusano, amico ed estimatore di Siro Angeli per tutta la vita, parla di «calvinismo dell’amore… pudore pressoché bisbetico, pochissima o nessuna atmosfera, casta e inesorabile… spazio nudo e astratto», citando tra gli ispiratori del testo le schermaglie sentimentali del teatro settecentesco francese, o addirittura i furori estremi di un Alfieri. In realtà, la sensibilità teatrale di Siro Angeli, che fu essenzialmente e soprattutto poeta, pare più vicina a certi sofferti interni cechoviani, o alle sfumature psicologiche di Ibsen, in questi suoi appostamenti delicati e partecipi al rigoroso assolutismo degli amori adolescenziali, nella bruciante adesione a una spiritualità inflessibile.

In Per il teatro di Siro Angeli, Maria Pacini Fazi, Lucca 2013