ASOR ROSA

ALBERTO ASOR ROSA, AMORI SOSPESI – EINAUDI, TORINO 2017

Alberto Asor Rosa (Roma, 1933), illustre critico letterario, per decenni titolare di cattedra all’Università Sapienza di Roma, si era già cimentato negli anni passati in diverse prove narrative. Il volume Amori sospesi, da poco edito presso Einaudi, raccoglie dieci racconti incentrati sul tema dell’eros, croce e delizia di tutti i protagonisti maschili, in una cornice che partendo dal primo capitolo (La prima volta) si conclude nel finale de L’ultima volta, segnando il passo delle varie età dei personaggi.

Il breve brano di apertura narra di un abbandono, quello mai dimenticato, allorché la mamma accompagna il piccolo Emanuele a scuola, e lo consegna per il primo giorno di lezione a una legnosa maestra. C’è poi l’abbandono adolescenziale, con il lento e confuso corteggiamento di un ginnasiale, primo della classe tormentato da fondamentali quesiti filosofici e teologici, alla “figurina” dolce e silenziosa di Rosetta (“Dio mio! La grazia di cui tanto si parla è questa!”): un idillio sospeso tra un’unica tremante stretta di mano e un sussurrato “ciao”, troncato sul nascere dal trasferimento della ragazzina in un’altra città.  Un diverso addio ai sogni è quello di Enrichetto, che dalla disagiata periferia romana (descritta in una prosa classica e controllata, poco aderente alla realtà suburbana di cui vorrebbe farsi interprete), diventa commesso in un negozio di alta moda del centro: timidamente turbato dal “sempre cangiante universo femminile”, ritrova dopo trent’anni l’affascinante signorina di cui si era invaghito in gioventù, ingrassata e involgarita, che lo rende convinto di quanto i ricordi debbano essere preservati dalla deludente brutalità del reale.

Anche nel caso del camionista tedesco – ingenuo omone solitario, perpetuamente immerso nella visione dei suoi astratti pensieri – l’incontro con una seduttiva giovane ostessa laziale che gli rivela sconosciuti stordimenti sensuali, finisce per diventare la crudele trappola di una novella Circe mediterranea. E poi un irreprensibile anziano che improvvisamente impazzisce, e scambia la moglie per la sua mamma; un pingue e placido professore di lettere classiche che si innamora della più leggiadra delle sue alunne; coniugi che scoprono solo al momento tragico della dipartita di essersi mortalmente annoiati nella vita matrimoniale; un saggio vecchione tentato dalla fiabesca intromissione di una bionda ninfetta in una spiaggia isolata. Infine, L’ultima volta, ci introduce nella vita di un intellettuale che, nel tentativo di rendere tollerabile la propria esistenza, cerca di arrivare all’assoluto dapprima in una strenua ricerca spirituale di Dio, quindi nella fusione sessuale con l’amata, seguita ovunque e sempre sfuggente: fino all’accettazione matura della rinuncia per non illanguidire un rapporto inimitabile. 

Quasi tutti i racconti del libro di Asor Rosa presentano lo stesso leit motiv dello scollamento tra desiderio e appagamento del desiderio, illusione e verità, speranza e sconforto, e ruotano intorno a protagonisti maschili intimoriti dalla vita, sopraffatti dal sentimento amoroso, impauriti dalla femminilità e votati comunque a una rassegnata sconfitta. Uomini vinti, travolti dalla forza di indifferenti e volitive divinità femminili, continuamente rincorse e mai raggiunte, ambite e temute, materne e matrigne, angelicate e stregonesche.  Amori sospesi, che promettono e non mantengono, raccontati con un’eleganza corretta e un po’ retrò, puntuale e diffusa nelle descrizioni ambientali, sorvegliata nello stile, attenta sempre a non eccedere, a non lasciarsi trasportare dalle emozioni.       

 

© Riproduzione riservata        www.sololibri.net/Amorisospesi-Alberto-Asor-Rosa.html;    21 marzo 2017