BOREL

HENRI BOREL, WU WEI – NERI POZZA, VICENZA 1999

Henri Borel, studioso olandese di culture orientali,scrisse questa “Fantasia ispirata dalla filosofia di Lao Tzu” nel 1898: non un saggio o un’opera divulgativa, ma una commossa composizione fantastica fondata sugli insegnamenti del Taoismo. In essa immagina che un giovane desideroso di imparare la verità eterna dell’universo e la pace del cuore si recasse in una disabitata isoletta cinese per incontrare il “Saggio venerabile che aveva penetrato i segreti del cielo e della Terra, di nome Lao Tzu”. E qui giunto interrogasse il Maestro nel tentativo di raggiungere la luce interiore, la perfezione dei sentimenti e del pensiero. E il primo insegnamento che ne trasse fu quello di abbandonarsi al fluire del tempo e della vita, con lo stesso respiro di ogni cosa esistente, con la stessa docilità del mare che si muove senza saperlo, delle stagioni che si susseguono, del giorno e della notte che scandiscono inarrestabili le loro ore, dei fiori, delle nuvole e degli uccelli. Questo è il “WuWei”, non l’inerzia del non agire, ma l’accordo con il flusso cosmico, con la bontà della natura, con l’adesione al Tao, che è la via, la parola, Dio: l’Unico,i l Principio e la Fine, ciò che contiene tutte le cose, e a cui tutte ritornano. Tao è in tutto, nella vita e nella morte, in ogni luogo e persona. Tao è poesia e amore, eternità e nulla, armonia e bellezza, pace e ristoro.”Potremo raggiungerlo solo attraverso la rinuncia del desiderio, anche del desiderio della bontà e della saggezza… Così tu pure scivolerai verso Tao, e quando lo avrai raggiunto non lo saprai, giacché sarai diventato Tao tu stesso”. Il giovane allievo continuò a interrogare il saggio sull’essenza dell’amore, imparando che ci si deve liberare da ogni illusione di gloria, competizione, volontà di possesso: e che è vano cercare altrove risposte che possiamo trovare in noi stessi, e nel cuore di qualsiasi espressione vitale, in una metropoli come nel deserto.”E’ in mezzo alla vita che bisogna crescere, non ai suoi margini. Tao è ovunque”.

IBS, 27 agosto 2011