CHAR

RENÉ CHAR, LETTERA AMOROSA – ARCHINTO, MILANO 2008

Un piccolo libro bello da leggere e da guardare, questa Lettera amorosa di René Char (1907-1988). Composto dal poeta francese nel 1952, e illustrato dal pittore surrealista Jean Arp, fu pubblicato come manoscritto di 36 pagine con il titolo di Guirlande terrestre pour un ange de plomb. Consisteva di brevi frasi, versi, illuminazioni, lampi di memorie dedicati a una donna amata e assente, forse perduta o solo lontana. Arp aveva incollato 16 ritagli di carta colorata su fogli dipinti a tempera, ad accompagnare la scrittura minuta di Char in inchiostro nero, segnata da numerose correzioni.

Si trattava di un abbozzo della Lettera amorosa, come venne pubblicata in diverse edizioni successive, fino alla rielaborazione (con 27 splendide litografie a colori di George Braque) del 1963. L’editrice Archinto ha riproposto in volume entrambe le versioni, del 52 e del 63, con le relative illustrazioni di Arp e Braque, nella traduzione di Anna Ruchat. Il titolo riprende i versi di un poeta barocco, Claudio Achillini, resi in musica da Monteverdi in uno dei suoi Madrigali, e riportati in esergo della dedica: “Non è già part’in voi che con forz’invincibile d’amore tutt’a se non mi tragga”.

Invocazione d’amore, quindi, questa di René Char, che rimpiange la “felicità furtiva” di un incontro, sfumato poi nel tempo di un distacco: “Ti voglio bene mentre la pesante lancia della morte va alla deriva nella corrente”. Poeticissime dichiarazioni di dipendenza, fedeltà, nostalgia, insieme ad ammissioni delle proprie manchevolezze: “Potrai tu accettare, contro di te, un uomo così palpitante?”. I due amanti sono immaginati nell’immersione in una natura benevola e protettiva, pronta ad accoglierli, difendendoli dalle ostilità esterne: “Vorrei scivolare in una foresta dove le piante si richiudessero e si stringessero dietro di noi, foresta molte volte centenaria, ma che deve ancora essere seminata”, “Una campanella tintinna sul pendio dei muschi dove ti addormentavi, mio angelo della svolta. Il terreno dei sassolini nani era l’opposto umido del cielo lungo, gli alberi l’opposto di danzatori intrepidi”. Chi li ha divisi, e lei dove si nasconde? “Ho alzato gli occhi alla finestra della tua stanza. Ti sei portata via tutto?”, “Quale momento ostile ti accaparra? La tua persona si affretta, il tuo bacio scompare”, “Ecco di nuovo i gradini del mondo concreto, la prospettiva oscura dove gesticolano sagome di uomini nelle rapine e nella discordia”. Ma l’omaggio alla donna (“Tu sei la continua”) è tenace, fervido, appassionato: “Tu sei piacere, corallo di spasmi”, “Grazie di essere, senza romperti mai, iris, mio fiore di gravità”, “L’aria che sento sempre pronta a mancare alla maggior parte degli esseri, se ti attraversa, ha un’abbondanza e svaghi sfavillanti”.

L’esile canzoniere d’amore di René Char trae, se possibile, ancora maggior incanto dalle illustrazioni di Jean Arp e George Braque che lo accompagnano, impreziosendolo.

 

© Riproduzione riservata       https://www.sololibri.net/Lettera-amorosa-Char.html      13 febbraio 2019