FANTE

JOHN FANTE, BRAVO, BURRO! – EINAUDI, TORINO 2016

Bravo, burro! è un’opera minore di John Fante, pensata per l’infanzia e pubblicata in America nel 1970. Scritta insieme al giovane sceneggiatore Rudolph Borchert, e illustrata da Marilyn Hirsch, nelle intenzioni degli autori doveva costituire il canovaccio di un progetto cinematografico mai portato a termine. Dell’iniziale struttura filmica persistono nel racconto il ritmo narrativo veloce, i dialoghi incalzanti, la plasticità delle immagini che rendono visivamente il colorito susseguirsi degli eventi. I temi e i contenuti rimangono poi quelli tipicamente fantiani: l’infanzia, la miseria, la fede religiosa, l’attenzione per la natura e gli animali, il rapporto tormentato con la figura paterna.
La storia è semplice ed edificante. C’è un ragazzino, Manuel, e c’è un asino: il loro incontro voluto dal destino trasformerà in maniera positiva non solo la loro vita, ma anche quella di altre persone e di un intero villaggio messicano. «Era quasi il crepuscolo sull’altopiano del Messico settentrionale… Il ragazzo Manuel arrancava per la strada polverosa. In una mano recava un pollo pigolante e nell’altra stringeva un sacco di farina che s’era buttato sulle spalle. Il luogo era solitario, e Manuel canticchiava, perso nei suoi pensieri».

In quel tramonto arancione, su quelle montagne brulle, Manuel assiste alla feroce lotta scoppiata tra un puma e un asinello, alla coraggiosa resistenza di quest’ultimo, e all’umiliante sconfitta dell’aggressore. Il burro, sanguinante ma fiero, segue il ragazzo nella grande hacienda in cui vive, un rancho in cui si allevano tori da combattimento. Qui John Fante introduce subito i caratteri di altri fondamentali protagonisti della vicenda: il patròn della corte agricola, don Francisco, uomo generoso e giusto, amato dai suoi dipendenti e rispettato anche dai nemici. E soprattutto Juan Cabriz, il padre di Manuel, giovane vedovo alcolizzato e inconcludente, incapace di resistere agli eventi negativi che lo travolgono nella quotidianità. «Il padre di Manuel apparve sull’uscio. Juan Cabriz era un uomo alto e robusto, la barba lunga, vestito coi suoi abiti da manovale. Sul viso s’indovinava un’ombra di disperazione, come se gl’importasse poco che quel giorno fosse quello e non un altro».

Il rapporto di vicendevole affetto e solidarietà nato tra il ragazzo e l’asino, da lui appropriatamente battezzato «Il Valiente», riuscirà a scuotere – dopo una serie di avvincenti vicissitudini – la rassegnata infelicità degli abitanti del villaggio, garantendone non solo una bastevole sussistenza economica, ma anche una ritrovata fiducia nella bontà del prossimo e nella clemente protezione divina. Soprattutto il giovane padre riuscirà a riscattare i suoi fallimenti attraverso l’esempio illuminante del figlio, riconquistando una sua dignità agli occhi dei compaesani e dello stesso Manuel.
Una storia esemplare, educativa, che sa unire aspetti umoristici e commoventi, retorici e avventurosi, sullo sfondo di un antico Messico fiabesco e crudele.

 

© Riproduzione riservata            www.sololibri.net/Bravoburro-John-Fante.html              20 giugno 2016