KIERKEGAARD

SOEREN KIERKEGAARD, IL GIGLIO NEL CAMPO E L’UCCELLO NEL CIELO – DONZELLI, ROMA 2011

I discorsi “edificanti” che Sören Kierkegaard pubblicò tra il 1849 e il 1851 con il suo vero nome (mentre tutte le altre opere, che lo resero famoso nel mondo, furono firmate con diversi pseudonimi, non essendo ritenute dall’autore altrettanto considerevoli eticamente e religiosamente) circolarono per decenni in edizioni semiclandestine, e furono poco tradotti. Questo genere letterario, rifacentesi in parte alla mistica medievale e forse anche alle Prediche di Schleiermacher, venne poi completamente abbandonato dopo questi sermoni del filosofo danese, il quale tenne sempre a precisare la sua intenzione esortativa di comunicazione fraterna ai credenti, da “poeta del cristianesimo” quale amava definirsi. Pur avendoli scritti con la finalità di una lettura ad alta voce, Kierkegaard non li pronunciò mai in chiesa, non essendo tra l’altro mai stato ordinato pastore. Donzelli ne ripropone qui nove, con una approfondita introduzione di Ettore Rocca: essi sono strutturalmente articolati in una preghiera iniziale, nella proposta di un brano evangelico e quindi nell’interpretazione del brano stesso. Lo scopo di questi scritti è esplicitamente quella di liberare l’anima del lettore dalla disperazione derivante da un’eccessiva attenzione al proprio io, aprendolo invece all’amore verso Dio e il prossimo. In questo senso, i discorsi più ragguardevoli ed efficaci sono i primi tre, dedicati al commento dei versetti di Matteo 6, 24-34, in cui Gesù esorta i discepoli ad affidarsi alla provvidenza, e a vivere come i gigli del campo e gli uccelli del cielo, senza preoccuparsi troppo del futuro, del proprio tornaconto personale e del successo mondano. Nostri maestri in semplicità, gigli e uccelli ci devono insegnare il tacere, l’obbedienza e la gioia, affinché impariamo a “saper ripiegare davanti a Dio tutti i progetti fino a ridurli, semplicemente, a qualcosa che prenda meno spazio di un punto, e produca meno clamore dell’inezia più insignificante: fino a ridurli al silenzio”.

IBS, 31 marzo 2014