LAGIOIA

NICOLA LAGIOIA, UN ALTRO NUOTATORE – ZOOM FELTRINELLI, MILANO 2012

La collana Zoom di Feltrinelli offre ai lettori e-book a prezzo ridotto (talvolta, come in questo caso, ridottissimo): racconti leggibili in mezz’ora. Lo spazio di una zoomata, appunto, sfruttabile magari durante un percorso in tram o nella pausa-pranzo. Narrativa, saggistica, inchieste, raramente poesia. Senza evidenti pretese di presentare capolavori letterari, o approfondimenti culturali, piuttosto con un’intenzione di puro intrattenimento. Spesso ci troviamo davanti a estratti di romanzi, a singoli capitoli di lavori più impegnativi: una specie di antipasto o di dessert, che tuttavia rischia di suscitare in chi legge qualche perplessità, la sensazione di un’aspettativa delusa, quasi a dire “Tutto qui?”, “E allora?”. È il caso delle pagine in questione, che il premio Strega 2015 (nonché conduttore radiofonico, Direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino e di una collana della casa editrice Minimum Fax) Nicola Lagioia ha pubblicato con il titolo Un altro nuotatore. Contenuto esile per una scrittura scattante, raffinatamente informale, modulata sullo stile dei narratori americani contemporanei, con frasi brevi e incisive, poche subordinate, nessuna metafora. La storia è ambientata in una zona residenziale sull’Appia, tra ville abusive con piscine, terrazze, giardini ornati di orrende statue di gesso, campi da tennis e Ferrari parcheggiate nei vialetti ombrosi. In un afoso pomeriggio estivo, cinque Alfa della polizia circondano silenziosamente l’abitazione della famiglia Candito, provocando la morbosa curiosità di due gemelli sedicenni, vicini di casa piuttosto renitenti a frequentare i coetanei del posto, che considerano con un misto di sospetto, invidia e vago disprezzo. I poliziotti, informati dai due ragazzi riguardo alla presenza nella ricca e pacchiana dimora del figlio adolescente dei Candito, penetrano in casa, abbagliati dallo sfarzo volgare dei tendaggi, delle ceramiche, dei quadri e delle cornici. Saverio, il rampollo accusato di traffico di eroina, viene tratto in arresto insieme a un amico, mentre un terzo complice, Giancarlo, ignaro dell’irruzione militare, continua a nuotare nella lussuosa piscina sotterranea della villa. Su di lui si sofferma la pagina finale della narrazione, che alquanto inspiegabilmente descrive l’esistenza di un altro nuotatore invisibile e vigoroso, che surclassando il compagno di crawl, lo sfida, spronandolo, provocandolo. Sconcertato, il lettore può interrogarsi su questa conclusione limbica e apparentemente incomprensibile: a meno che un’intuizione peregrina arrivi ad illuminargliene la memoria. Non sarà che Nicola Lagioia abbia voluto con questo brano rendere omaggio allo splendido racconto Il nuotatore di John Cheever (anch’esso pubblicato negli Zoom Feltrinelli), suggerendo con sottile ironia il confronto tra due ambienti, due stili, due profondità diverse? La Roma dei palazzinari e la California plutocratica, chi si esibisce in piscine sotterranee e chi nuota sfidando sé stesso e il destino, pur scontrandosi con l’implacabilità di un fallimento, sono metafora del duello assillante di un giovane scrittore italiano con un gigante della letteratura americana? “Erano in contatto perenne. Avvertivano la presenza l’uno dell’altro, si parlavano nel sonno. Ogni azione intrapresa da Giancarlo era una sfida, un ammutinamento e un disperato tentativo di ricevere approvazione da questa presenza… Non hanno steso un trattato di pace ma non si sono mai neanche separati. E nei momenti particolarmente difficili, scendevano da avversari nell’arena e combattendo diventavano una cosa sola”. È un’ipotesi suggestiva, che offre una sfumatura di intelligente e simpatico understatement a questa operazione editoriale.  

© Riproduzione riservata      https://www.sololibri.net/Un-altro-nuotatore-Lagioia.html                       5 settembre 2018