LANARO

Leggere di poesia: Paolo Lanaro racconta la sua esperienza di scrittore
PAOLO LANARO,
POETA E NARRATORE

 

Paolo Lanaro, nato a Schio nel 1948, vive a Vicenza. Ha insegnato filosofia nei licei e ha pubblicato sei raccolte di versi: “L’anno del secco” (1981); “Il lavoro della malinconia” (1989); “Luce del pomeriggio e altre poesie” (1997); “Giorni abitati” (2002); “Diario con la lampada accesa” (2005). La sua penultima raccolta, “Poesie dalla scala C” (L’Obliquo, 2011) è stata finalista al Premio Viareggio, al Premio Diego Valeri e ha vinto il premio Contini Bonacossi 2012.
Lanaro ha curato l’antologia “Forme del mistico” (1988) e nel 2007 ha dato alle stampe “In tondo e in corsivo”, un’antologia di saggi e interventi critici su scrittori veneti del ‘900. Da poco è uscito il suo libro di poesia “Rubrica degli inverni” presso l’editore Marcos y Marcos.

 

  • Da quale realtà ambientale proviene, e in che modo tale realtà ha influenzato le sue scelte culturali? Che influenza ha avuto nella sua formazione la tradizione letteraria veneta, e in particolare quella vicentina?

Sono nato a Schio, ho trascorso l’infanzia e la prima adolescenza a Malo (il paese di Meneghello), poi mi sono trasferito a Vicenza dove risiedo tuttora. Ho avuto un lungo rapporto di amicizia con Fernando Bandini e credo che nelle cose che scrivo ci sia qualche traccia della sua poesia, anche se, a dire il vero, chi mi ha dato il coraggio e qualche motivo fondato per scrivere poesie è stato Roberto Roversi, che conobbi nel lontano 1977. Non so quanto abbiano pesato gli autori vicentini nella mia formazione, essenzialmente Piovene, Parise e Meneghello, forse poco, forse di più di quanto io non creda. Ma non bisogna dimenticare o tacere il fatto che le letture che facciamo sono le più diverse. Nel mio caso non conta poco l’interesse e l’ammirazione che ho sempre avuto per la poesia anglosassone.

  • Attraverso quali percorsi di studio e di lettura si è avvicinato alla poesia, e quali sono i poeti classici e contemporanei a cui ritiene di essere più debitore?

Ho già parzialmente risposto, ma sarò più preciso. Intanto Orazio e un po’ il Virgilio delle “Georgiche” e delle “Bucoliche”. Poi lo Shakespeare dei “Sonetti”, Leopardi e Foscolo. E poi Montale, Sereni, Caproni, Roversi, Zanzotto. Tra gli stranieri Eliot, Auden, Larkin, Lowell, Milosz, Enzensberger.

  • Quali sono le sue pubblicazioni più recenti? Verso quale direzione si sta dirigendo la sua ricerca creativa?

Ho pubblicato nel 2014 un breve romanzo di formazione, “Una tazza di polvere”, e nel 2015 una serie di racconti-saggio sugli scrittori vicentini del ’900, “La città delle parole”. Da qualche giorno è in libreria la mia ultima raccolta di poesie “Rubrica degli inverni”, edita da Marcos y Marcos. Sto lavorando da qualche tempo a un memoir che riguarda i miei ultimi anni di servizio come insegnante.

  • Che opinione nutre della produzione poetica contemporanea nel nostro Paese? Quali sono i nomi che considera più rilevanti, e in che modo pensa si possa aiutare maggiormente a diffondere l’interesse per la poesia?

Non la conosco dettagliatamente, ma mi vengono in mente subito i nomi di Magrelli, di Pusterla, di Scarabicchi, di Cucchi, di De Angelis, di Anedda. Riuscire a moltiplicare l’interesse, oggi scarsissimo, per la poesia, non saprei proprio come si fa. Forse aveva ragione Brodskij che proponeva di andarla a vendere porta a porta, come gli aspirapolveri o le spazzole.

  • Nello scrivere versi, ritiene incidano di più le esperienze esistenziali, con i loro contraccolpi emotivi, o invece la riflessione teorica, l’ideologia, il lavoro sui testi?

No, niente ideologia. A sostenere l’importanza di questo fattore era Edoardo Sanguineti che, poi, nell’esecuzione, lo tradiva regolarmente. La poesia ha fondamentalmente, credo, dei generatori psichici e può nascere perfino dal malumore, dalla paura, dall’incoscienza. Poi c’è la costruzione, l’intervento razionale. Altrimenti non si va più in là del grido, del singhiozzo, della risata. Insomma «il dittar dentro e l’andar significando».

 

© Riproduzione riservata      www.sololibri.net/Leggere-di-poesia-PaoloLanaro.html       13 luglio 2016