LEAR

EDWARD LEAR, SENZA SENSO – STAMPA ALTERNATIVA, VITERBO 2005

Edward Lear (1812-1888) fu, insieme a Lewis Carroll, il più famoso maestro del “nonsense” dell’Ottocento. Non è casuale il fatto che entrambi questi autori fossero inglesi, visto la fama che da sempre hanno i britannici come cultori di un particolare humor, imbastito di leggerezza, sottile sarcasmo, gusto del paradosso. L’ originalità della produzione letteraria di Lear deriva dal suo gusto ingenuo e sornione per il non-significato, la stramberia gratuita, la fantasticheria allusiva e incomprensibile. Un po’ come le barzellette e le storielle raccontate dai bambini, che fanno ridere soltanto loro.

Senza senso è il titolo di questo volume, che raccoglie non i celebri limerick più volte pubblicati in prestigiose collane della nostra editoria: bensì poesie più lunghe, bozzetti narrativi, ricette esilaranti, disegni. Ad esempio, nella sezione Botanica senza senso sono catalogate alcune illustrazioni di Edward Lear (che era stato soprattutto un noto pittore e ritrattista), in cui dai gambi di fiori esotici spuntano corolle a forma di orologi, chitarre, forchette, mosconi, pesciolini e altri inaspettati, miracolosi oggetti e animali.
Nel capitolo dedicato a Ventisei rime e immagini senza senso, il genio mattoide dell’autore si sbizzarriva a disegnare ogni specie di essere animato, situandolo in situazioni imprevedibili, e accompagnandone lo schizzo con terzine scriteriate (“L’ Avvoltoio Apertamente Avido e Vizioso, che scriveva versi a una cotoletta di vitello in un volume legato in pergamena”, “Il Serpente Stupidente, che portava sempre il cappello in testa per paura di mordere qualcuno”). Le Storie senza senso narrano di avventurosi viaggi animaleschi intorno al mondo: sempre illustrati dall’autore, e con testo inglese a fronte. Più coinvolgenti le venti filastrocche in cui dialogano due sorprendenti protagonisti (“Lo schiaccianoci e la molletta dello zucchero, L’anatra e il canguro, Il tavolo e la sedia…”), rimbeccandosi polemici o stornellando romantici; ovvero assumono sembianze umanoidi bestie grandi e piccole, e utensili vari.

La traduzione e la cura del volume è affidata a Carla Muschio, che nella sua appassionata introduzione ci informa delle vicende biografiche di Edward Lear, stravagante viaggiatore, paesaggista appassionato d’arte, tenero amico di bambini, donzelle e omosessuali, ma custode geloso della sua privacy, da orgoglioso suddito vittoriano: pronto comunque a giocare e a far divertire il mondo con l’immaginazione più liberatoria e bizzarra, nella sua inconcludente e innocua insensatezza.

 

© Riproduzione riservata          www.sololibri.net/Senzasenso-Edward-Lear.html          20 ottobre 2016