ORTESE

ANNA MARIA ORTESE, MISTERO DOLOROSO – ADELPHI, MILANO 2010

Incantata e incantevole favola di Anna Maria Ortese, raccontata con l’elegante sobrietà di stile che ha fatto di questa autrice un autentico classico della nostra letteratura.
Mistero doloroso, il lungo racconto inedito pubblicato da Adelphi nel 2010, dodici anni dopo la morte dell’autrice, ripropone temi e atmosfere tipici della scrittrice napoletana. La sua città, quindi, magica e sospesa in un’eternità di colori tenui e sentimenti forti, ambientati a fine 700, tra la reggia borbonica e la plebe di Santa Lucia e i Gradoni di Chiaia: “Il popolo vi era un po’ infelice ma garbato; la borghesia, piccola e grande, quieta; l’aristocrazia si divertiva, come sempre, in modi finissimi, e credeva e amava la stessa cosa che il popolino. La Fede era grande”.

Appunto, la Fede. La devozione che sa sedare gli animi turbati, quasi anestetizzandoli. Nessuna ribellione, in questo racconto, verso le ingiustizie del destino, le malattie e le morti precoci, i fallimenti economici, lo sfruttamento delle classi inferiori. Aleggia ovunque una rassegnata accettazione della storia e della sofferenza, del Mistero doloroso che è la vita tutta, a cui nessuno può sottrarsi.
Mare e cielo, amore e pianto, in una fiaba che sembra rimodellarsi su quella di Cenerentola, ma privata del lieto fine. Giustamente la postfatrice Monica Farnetti vede nella protagonista adolescente, Florì, quasi un calco della Silvia leopardiana, nel suo virgineo pudore, nella tranquilla e silenziosa operosità accanto alla madre sarta, nei primi non sopprimibili trasalimenti amorosi. E tutti i personaggi vengono descritti con uguale accurata lievità: dalla mamma Ferrantina, solida e modesta, presto vedova dopo un matrimonio infelice; al giovane Cirillo, nipote del re, che si invaghisce della spirituale bellezza della ragazzina, ma rinuncia a lei per obbedire alle convenzioni sociali, perché sa che solo “nell’acqua stellata dei sogni vivono gli ultimi regni, passano gli ultimi arcangeli. Il resto, non è che una grande noia”.

 

© Riproduzione riservata               www.sololibri.net/MisterodolorosoOrtese.html        26 settembre 2016