REBORA

SEDIAMOCI E PARLIAMO
Sediamoci e parliamo
giro la chiave della porta
entriamo dove c’è
un paesaggio di forme conosciute
una camera con cose delle quali
ho già detto una volta
quando ho compiuto il gesto di arrivare…
non è tana o rifugio
o il luogo dove un vecchio si ferma
forse è una sosta di quiete e di silenzio
muri con una finestra la’ in fondo. Entriamo dunque e sediamoci
non manca nulla
neppure lo sgomento
e la gioia che gioca con le ombre
e l’evidenza splendente degli enigmi
e le risposte non date
e l’attesa ancora
e la serenità anche
timorosa tentatrice… Lo so che per ripetere
sei venuta voce di domani
che nasce dal semibuio del passato…
procediamo non soli
con una morte sconosciuta accanto…
conosciamo di noi sempre altro
volti che affiorano
e il sussurrio ritrova
sillabe non disperse nel tempo.

Se riposo a volte
sento gridare aspetta
e riconosco chi grida
ed altri che verranno…
siamo pronti forse
a risponderci pacatamente.

                                                                      Roberto Rebora (1910-1992)