RILKE

RAINER MARIA RILKE, LA VITA COMINCIA OGNI GIORNO – L’ORMA, ROMA 2017

Nell’originale collana “I Pacchetti” delle edizioni romane L’Orma, che offrono assaggi di epistolari famosi, confezionati in una busta pronta da affrancare e spedire, è stato pubblicato un libriccino prezioso, che chiunque ami la poesia di Rainer Maria Rilke dovrebbe conservare nella sua biblioteca, o inviare per posta ad amici.  La vita comincia ogni giorno, ammoniva nelle sue lettere il poeta praghese (1875-1926), regalando ai molti corrispondenti (letterati, aspiranti scrittori, ammiratrici e amanti estasiate dalla sua delicata sensibilità e dalla finezza della sua poesia) perle «di saggezza e commozione», come recita il sottotitolo della raccolta.

Introdotte da una attenta prefazione di Marco Federici Solari, che ne ha curato anche il commento e la traduzione, i sedici brani qui proposti – quasi tutti inediti –  sono tratti da missive inviate tra il 1901 e il 1923 a tre uomini e a tredici donne; contengono esortazioni, riflessioni, immagini oniriche, e un richiamo insistito ad accogliere l’esistenza nel miracolo quotidiano del suo accadere. Il volumetto si apre con un vibrante appello del poeta ventiseienne al direttore del settimanale tedesco Die Zukunft perché venga considerato con maggiore clemenza e rispetto il caso giudiziario di un operaio colpevole di aver ucciso e occultato il cadavere del suo bambino: Rilke manifesta tutta la sua solidale empatia e pietà per il padre, rivelando come sempre il tratto più evidente della sua natura ricettiva e partecipe del dolore altrui. Anche in altre lettere si fa testimone complice ed emozionato di un’umanità sofferente per un lutto o una tragedia familiare: «Nell’istante in cui si stringono nel mondo visibile, i rapporti umani si rinsaldano con forza e intensità ancora maggiori in quello invisibile, nelle abissali profondità dove il nostro essere si conserva come oro nella roccia, e dura più delle stelle».

Numerosi sono gli incitamenti a cercare «la gioia anche lì dove non c’è», scoprendo la bellezza offerta per esempio da tre umilissimi fili d’erba che restituiscono l’odore della brughiera e il soffio del vento. Altrettanto frequenti le ammonizioni a mantenersi rigorosi nei propri comportamenti, nello studio e nella professione, nei sentimenti, nei rapporti con gli altri: «Ci si deve sempre attenere a ciò che è più difficile; perché quella è la parte che davvero ci appartiene… Dobbiamo sprofondare nella vita in modo che essa gravi su di noi e ci diventi un peso: non dobbiamo circondarci di piaceri, bensì di vita… Perché è nella difficoltà che risiedono le forze benevole, le mani capaci di lavorarci, di rifinire il nostro essere», «Credo nella vecchiaia, amico caro, nel lavorare e nell’invecchiare: è il compito che la vita ci assegna», «Nessuna felicità è più grande di quella che proviene dal lavoro, e l’amore, che è la più estrema delle felicità, non può essere altro che lavoro. Chi ama quindi deve cercare di comportarsi come se si apprestasse ad affrontare una grande impresa: deve passare molto tempo da solo e addentrarsi nel proprio intimo, contenersi, trattenersi; deve lavorare, deve divenire qualcosa!» Rilke ammette con onestà anche le sue mancanze, le disattenzioni, i rimpianti: «Ci si affaccia sul presente sempre incompiuti, incapaci, distratti», «Io non ho finestre che si affaccino sull’umanità e non le avrò mai. L’unico modo che conosco per accogliere gli altri è trasformarli in parole dentro di me». Inflessibile e severo verso se stesso e la sua missione di poeta, Rilke rivela tutta la sua dolcezza quando si genuflette davanti alla sofferenza del prossimo, o quando riconoscente per i doni della creazione, semplicemente e umilmente ringrazia.   

© Riproduzione riservata          www.sololibri.net/vita-comincia-ogni-giorno-Rilke.html      13 novembre 2017