BAUDRILLARD

JEAN BAUDRILLARD, L’AGONIA DEL POTERE – MIMESIS, MILANO 2008

L’agonia del potere, volumetto pubblicato da Mimesis, propone la trascrizione di due conferenze tenute da Jean Baudrillard (1929-2007) a Madrid nel 2005, in cui il più eclettico e polemico teorico della postmodernità attaccava frontalmente l’idea del potere: fagocitante, egemonico, repressivo, ma destinato all’autoannientamento.
Sia nella prefazione di Jorge Lozano sia nella postfazione di Alberto Abruzzese vengono ribaditi i caratteri più peculiari della riflessione teorica di Baudrillard, che ne hanno fatto un filosofo così fuori dagli schemi: «Pensava da solo (…) Un pensiero parossistico e paradossale”, “Intellettuale eccentrico eppure gran Maestro del Novecento (…) in tutta la sua programmatica contraddittorietà (…) un iconoclasta affascinato dalle immagini».

I due saggi proposti ne L’agonia del potere sono accomunati dalla perentoria e sarcastica condanna dell’ideologia occidentale contemporanea, così come viene espressa dalla cultura, dall’arte e dallo spettacolo, e soprattutto dalle forme seduttive e virulente assunte dal potere. Violenza dell’immagine – violenza contro l’immagine  è il titolo del secondo intervento, in cui il filosofo si scaglia con indignazione non tanto contro la soperchieria tradizionale rappresentata dall’aggressione, dalla forza bruta, dall’oppressione, quanto invece contro la prevaricazione più sottile e subdola del controllo, della dissuasione, della neutralizzazione. Esercitata in primo luogo dall’informazione e dai media, che ci riducono tutti a diventare «dei riciclati, degli zombi», affascinati dalla visibilità totale, dalla trasparenza immediata, dal Grande Fratello internazionale che trasforma la realtà in un reality totalizzante e totalitario, «nell’esibizionismo delirante della nullità», in cui l’osceno diventa addirittura banale, ogni distanza si abolisce, trasformando anche la tragedia della sofferenza in spettacolarità virtuale.

È però soprattutto nel primo saggio, L’agonia del potere  che si esprime al massimo l’allarme profetico di Baudrillard riguardo ai destini della nostra civiltà. E le sue parole assumerebbero un’asprezza polemica quasi apocalittica, se non intervenisse l’usuale ironia, l’acume beffardo con cui l’autore sembra strizzare l’occhio al lettore.
Se esiste, infatti, un ordine egemonico mondiale che illude i popoli con l’utopia di una liberazione totale, di un’autonoma disposizione di sé, della risoluzione di ogni conflitto – materiale o spirituale – questo potere sovranazionale è artefice di una «immensa simulazione, un immenso reality show in cui non siamo altro che vergognose comparse».

Infatti, negli ultimi anni abbiamo assistito alla subordinazione dell’intera realtà all’ordine economico, e, cosa ancora più grave e drammatica «a un asservimento delle menti a un unico modello, a una sola dimensione concettuale» imposta dal capitalismo attraverso il condizionamento generale dei media e della pubblicità. Bisogni, desideri e aspirazioni delle persone (per lo più indotti) vengono falsamente soddisfatti prima ancora del loro proporsi, attraverso una profusione e una tutela condizionata che producono sazietà e saturazione, anticipando le risposte a qualsiasi domanda.
Anche le politiche delle singole nazioni stanno trasformandosi in un «gioco di idoli e di marketing»: ne è una prova il fatto che salgono alla ribalta del potere personaggi che appartengono al mondo dello spettacolo (attori, comici, soubrette) o comunque creati mediaticamente, in una rincorsa sfrenata verso la farsa e la volgarità. Questa «forma carnevalesca e cannibale» di intendere il servizio pubblico ha già prodotto un’effettiva derealizzazione, non avendo più basi economiche e politiche concrete, ed è destinata all’autodistruzione: perché non la salverà nemmeno il maldestro tentativo di imporre alle popolazioni diseredate del terzo mondo il proprio sistema di valori, l’ideale di un welfare incondizionato, eterno ma fittizio. «Quanto più il mondo si globalizza, tanto più la discriminazione si fa feroce (…) All’ordine integrale risponde una rivolta integrale». Che sta terrorizzando l’intera civiltà occidentale, e ne prospetta la disintegrazione.

 

© Riproduzione riservata        www.sololibri.net/agonia-potere-Baudrillard.html       19 maggio 2016