FONTANELLA

LUIGI FONTANELLA, L’ADOLESCENZA E LA NOTTE – PASSIGLI, FIRENZE 2015

Luigi Fontanella (1943), autore prolifico di poesia e narrativa, divide la sua vita tra l’insegnamento universitario a New York e Firenze, e in questa città ha pubblicato questo volume di versi, composto da «due sezioni antitetiche e complementari allo stesso tempo», come lui stesso sottolinea nella nota finale. In effetti i temi delle poesie si rincorrono e intersecano nei due capitoli che danno il titolo al volume (il primo dedicato all’adolescenza vissuta a Salerno, e il secondo a una sorta di pacata meditazione sulla notte): rimpianto, confronto tra passato e presente, riflessione sul significato ultimo dell’esistenza.
In «una specie di ipertempo», come suggerisce il prefatore Paolo Lagazzi, la biografia privata si fa percorso comune di tutti, al di là di ogni contingenza personale: e il tratto unificante del volume rimane quello stilistico, nella lingua composta e piana, priva di artefici retorici, con un tono narrativo che accondiscende a un ritmo interno di musicalità discreta.
La memoria, quindi, come elemento strutturante della prima sezione: le partite di calcio sudate nel cortile e nel «rustico campetto / sotto casa», la colonia estiva con i suoi rigorosi appelli mattinieri, i «piccoli baci concentrici» con le compagne di scuola (e i nomi citati sono veritieri: Anna Pierro, Elvira Forte, Renata Ferri…). Però è una memoria selettiva e poco obiettiva, che tende a rielaborare con commozione e nostalgia i momenti più felici dell’adolescenza ««assoluta ed eterna», sapendo che «Il tempo è in quel concentrato assoluto, / fermo e preciso, come / il tiro secco in porta», ma anche che ogni amarcord «è un film che posso modificare / a mio piacimento».
C’è tuttavia in Fontanella una consapevole rassegnazione a un futuro prevedibile e deludente («Avrai i tuoi anni / le tue disgrazie le tue diaspore / le tue speranze»), e il desiderio di una pace ritrovata, di meta raggiunta, di meritata serenità («Dormire, / insonnarsi d’oblio»).
Allora la notte, materna e consolatrice, diventa un approdo e una conquista: «ecco, rifletto sognando, sempre / così dovrebbe esser e il mondo / senza astio e senza invidia»; «Riconoscimi, Notte. / Avvolgimi»; «Acquietarsi infine / sottrarsi almeno per un breve intervallo / da ogni male»; «Recuperando, nel pensiero o nel sogno, gli amori e le amicizie, i libri letti e le avventure vissute, perché «Vibra nella notte l’anima del mondo».

 

© Riproduzione riservata              www.sololibri.net/L-adolescenza-e-la-notte-Luigi.html     27 febbraio 2016