L’IMPERFEZIONE DELLA PIOGGIA

L’IMPERFEZIONE DELLA PIOGGIA

 

(Omaggio a Andrea Zanzotto, rileggendo La Beltà)

Obstrepente pluvia, effusis imbribus,
(scende la pioggia ma che fa?) scende
battente, bat-tente, bat-tenta: tenta
di sciacquare scialacquare allagare alluvionare
il mondo (Mondo, sii, e buono;
esisti buonamente).
Ma il troppo da lavare sbiancare pulire
a cieli arcaici aciduli; basterà? basterà?
Una pioggia universale, un diluvio epocale
o la buriana che le sceme
fosse inacqua e aera le supreme
nullezze: annientando annullando dilavando
il niente ex nihilo usque ad libitum…
E affilare e affiorare
di sassi di massi di fango di melma
e pozzanghere: grigio grigio bigio nero.
Piove, per tutti gli dèi, piove,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
attraverso sidera et coelos,
pioggia perfetta, perfettissimo essere d’acqua,
sciogliti, infine!, impregnati di te, beviti,
ingozza la terra e slurp slurp
(sniff sniff gnam gnam yum yum),
affoga affonda affluisci affluente
fiume, precipita sui tetti aguzzi,
sui tegoli vecchi, a secchi, a cisterne,
a imbuti e caverne, affonda, innaffia,
annega. Oppure picchia argentina
«rain and tears»,
piccolina-ina-ina, pioggerellina
d’aprile crudele, sciacquetta,
moltofiore moltocielo moltorugiada
gentile sottile primaverile rinfresca
cose e cosine
musichette lucignoli e zuccheri,
lucida foglie asfalti vetrine suv e tir,
aziona lenti tergicristalli, rinfresca le menti,
röslein rot, rosellina tra le spine:
«Passata è l’uggiosa invernata,
Passata, passata!»
E che sarà di noi?
Che sarà del libero arbitrio e del destino?
Ancora uccellini svolazzanti nell’azzurro
di un cielo ripulito
vivario acquario dei verdi dei vivi:
Beltà beltà gorgheggiano
passeri rondoni cinciallegre
e fontanelle ruscelletti cascatine
da-de-ex-ab alto scendono gorgogliano
l’inno alla natura alla bellezza agli universi
espressione di che? (pensiero: no; azione: no;
amore: no; paesaggio: no)
la vigna pesa trasuda e fa mamma-mamma…
E io? E io? E frottole e scippi
magnifici di p-poeti.
Una riga tremante Hölderlin fammi scrivere:
sull’acqua sulla pioggia (la sua perfetta
imperfezione abbondante intrusione eclatante benedizione)
mentre balbetto ondeggiante fremo
e viene avanti il più nulla di tutti i miei nulla,
I’m singing in the rain e ballo e sguazzo e rido
sotto l’ombrello, il tutto del tutto intuendo
(ahi il primo brivido del salire, del capire)
ringrazio la pulizia dell’acqua, la polizia, la poesia,
i così sia, larga la foglia stretta la via
  dite la vostra che ho detto la mia.
Il sale della lacrime, il sale del mare, il sale della terra,
e piante e fiori e erba
dentro la mondiale tenerezza.
Disinibiti monti caduti disagi;
e piove piove sul nostro amor.

«È tutto, potete andare».

 

In «L’Immaginazione» n. 278, novembre 2013 e in Omaggi, Einaudi, Torino 2017.