ELLROY

JAMES ELLROY, CRONACA NERA – EINAUDI, TORINO 2019

Uno dei più famosi tra gli scrittori di noir statunitensi, James Ellroy (Los Angeles,1948), autore di Dalia nera, American Tabloid, Perfidia, disse di sé stesso in una recente intervista: “Sono un americano religioso, eterosessuale di destra, cristiano nazionalista, militarista e capitalista. Nella mia vita mi sono concentrato su poche cose e da queste sono riuscito a trarre profitto. Sono molto bravo a trasformare la merda in oro”. In effetti, negli ultimi trent’anni, Ellroy ‒ anche traendo ispirazione dalla sua tormentata infanzia e giovinezza (la madre uccisa in un delitto irrisolto nel 1958, esperienze devastanti di droga e carcere) ‒, è riuscito a immergersi nei meandri della corruzione, del malaffare, del sopruso e della carnalità più depravata della sua nazione, per narrarne ai lettori di tutto il mondo gli episodi più misteriosi, feroci e raccapriccianti.

I due racconti pubblicati nel volume einaudiano Cronaca nera, non fanno eccezione per ciò che riguarda le tematiche affrontate (omicidi efferati, violenza gratuita, sesso brutale), ma si distinguono dai romanzi più conosciuti per la forma letteraria adottata. Si tratta infatti di veri e propri reportage su due casi di cronaca, ricostruiti servendosi di ricerche nei casellari giudiziari, negli archivi e nei verbali processuali, arricchiti da dettagli ricavati da articoli giornalistici, incontri, discussioni e testimonianze di detective amici. Le voci narranti sono quelle dei responsabili delle indagini, i quali ammettono, nella loro concitata descrizione dei fatti, le proprie incertezze, gli abusi, i pregiudizi che li condussero a un’interpretazione errata e colpevolmente di parte dei crimini. In entrambe le rivisitazioni narrative, Ellroy riporta, con una scansione fredda e ossessiva, i puntuali comunicati interni della polizia e i rilievi effettuati sulle scene dei delitti, utilizzando il gergo triviale, razzista, omofobo e misogino di chi conduce le inchieste.

La prima storia si intitola Career Girls Murders, e riguarda l’omicidio di due giovani donne avvenuto a Manhattan il 28 agosto 1963, per cui venne ingiustamente accusato un ragazzo di colore. Janice ed Emily (la prima giornalista rampante, rampolla di una famiglia altolocata; la seconda, più banalmente tradizionale, studentessa di lettere e aspirante a una cattedra di liceo) vengono legate, stuprate, sbudellate con una efferatezza bestiale mentre si trovano nell’appartamento che condividono in un quartiere elegante di New York. Ellroy mette in luce l’attività febbrile degli inquirenti, che da subito abbracciano un’ipotesi investigativa sbagliata, perseguendola ostinatamente, per rispondere alle sollecitazioni morbose dei media che bramano la cattura di un colpevole a ogni costo. La ricerca nevrotica di un capro espiatorio avviene proprio nei giorni in cui l’America di Martin Luther King dichiara a gran voce il suo sogno di diritti civili uguali per tutti.

Il secondo racconto è ambientato a Los Angeles nel febbraio del 1976, quando un attore gay trentasettenne, Sal Mineo, che aveva recitato con James Dean in Gioventù bruciata, viene trovato accoltellato per strada, senza che si riesca a individuare il movente e l’autore dell’omicidio. Anche in questo caso, le indagini prendono da subito una piega sbagliata, seguendo pregiudizi sociali e sessuali che cercano morbosamente nell’esistenza borderline e alternativa della vittima la causa scatenante dell’assassinio, commesso in realtà da uno sconosciuto rapinatore in crisi di astinenza.

James Ellroy in questo suo ultimo libro-inchiesta offre un imparziale e documentato resoconto di quanto la pressione dell’opinione pubblica possa portare a distorcere la verità dei fatti, come confessa la voce narrante di un poliziotto: “Mandammo in galera un innocente. Cedemmo a un consenso generale avvelenato. Il crimine ci sconvolse, il contesto ci confuse, allo stesso tempo la nazione impazzì”. 

 

© Riproduzione riservata            https://www.sololibri.net/Cronaca-nera-James-Ellroy.html         23 aprile 2019