BENJAMIN

WALTER BENJAMIN, UN ANGELO DI NATALE – IL MELANGOLO, GENOVA 2018

Questo breve racconto di Walter Benjamin (1892-1940) è tratto dalla sua raccolta Infanzia berlinese. Le edizioni genovesi de “Il melangolo” lo ripropongono con testo tedesco a fronte, nella traduzione di Selena Pastorino. In Un angelo di Natale i temi più tipici del filosofo tedesco (la povertà, la memoria, l’evento prodigioso, l’angelo come messaggero di una realtà più nobile di quella umana) vengono rielaborati nel tono fiabesco e incantatore scaturito dall’attesa ingenua di un bambino durante la magica notte di Natale.

Cinque paginette scarse ricreano l’atmosfera sospesa e inquieta in cui la sensibilità infantile si interroga e interroga il mondo intorno a sé riguardo a un futuro aspettato e invocato, eppure anche temuto nel suo mistero. Il ricordo prende spunto dalle impressioni nate nei giorni precedenti la festività, con gli abeti decorati agli angoli delle strade, i mercatini che offrono giochi, decorazioni e leccornie ai clienti, il suono malinconico degli organetti che si diffonde in città, il profumo delle mele e del marzapane, le noci in vista sulle tavole agghindate. Insieme a questa sentimentalità imposta ed esibita per la Berlino più ricca, la fila dei poveri questuanti a cui porgere un’elemosina colpevole. Poi si affaccia nella mente l’immagine dell’albero acquistato in segreto dalla mamma e lasciato in veranda, prima di essere spostato nel salotto la sera della vigilia.

Il bambino Walter attende nell’oscurità del crepuscolo spiando le finestre delle abitazioni vicine, alcune illuminate dalle candele e dalle luci degli alberi, altre racchiudenti nel buio “la solitudine, la vecchiaia e lo stento – tutto ciò di cui le povere genti tacevano”. L’emotività di un’attesa gioiosa si fonde nell’animo infantile con la vaga tristezza di chi sta imparando a condividere, a compatire: “Aspettavo nella mia stanza che volessero farsi le sei. Nessuna festività in più tarda età conosce quest’ora che vibra come una freccia nel cuore della giornata”. Quando improvvisa si manifesta una presenza strana accanto a lui, impalpabile come un alito di vento: “Mi ero appena voltato dalla finestra, con il cuore così gravido come solo la vicinanza di una gioia sicura può renderlo, che percepii una presenza estranea nella stanza”. Un angelo, forse?

Al bambino tornano sulle labbra le parole di una filastrocca natalizia, che in tedesco mantengono le rime: “Alle Jahre wieder, kommt das Christuskind, auf die Erde nieder, wo wir Menschen sind”. È un attimo fugace, la presenza silenziosa si dissolve, e il piccolo Walter viene chiamato dai genitori nella sala dove l’albero addobbato si erge in una gloria che glielo rende estraneo e ormai indifferente, privo di incantesimo e di qualsiasi spiritualità.

La novella di Benjamin appare nella collana “Nugae”, che significa “cose minime”, e ha il respiro breve e luminoso di una poesia.

 

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https://www.sololibri.net/Un-angelo-di-Natale-Benjamin.html     28 agosto 2019