BORGES-BIOY CASARES-OCAMPO

BORGES-OCAMPO-BIOY CASARES, ANTOLOGIA DELLA LETTERATURA FANTASTICAEINAUDI, TORINO 2007

«Una sera del 1937 parlavamo di letteratura fantastica, discutevamo i racconti che ci sembravano migliori; uno di noi disse che se li avessimo riuniti, aggiungendo i frammenti dello stesso tipo annotati nei nostri quaderni, avremmo ottenuto un buon libro. Abbiamo messo insieme questo libro». Jorge Luis Borges, Adolfo Bioy Casares e sua moglie Silvina Ocampo diedero avvio in questo modo, un po’ casuale e improvvisato, all’ideazione di un’Antologia della Letteratura Fantastica che è diventata un caso letterario mondiale, tracciando un percorso di studi e analisi di un genere fino ad allora sottovalutato.

Prima edizione nel 1940, seconda nel 1965; nel 1980 l’edizione italiana, ripresa poi da Einaudi nel 2007. Senza enunciare alcun canone del fantastico, nelle prefazioni gli autori parlano solo del criterio edonistico che ha guidato le loro scelte, secondo uno sguardo soggettivo deciso a rivendicare a se stesso la responsabilità di includere o scartare autori diversi per epoche e origini, per fama e stile, ma accomunati dalla volontà di “raccontare una storia fantastica sostenuta da una trama precisa”, in polemica con la letteratura psicologica o realistica imperante a livello mondiale tra 800 e 900. I tre antologisti scelsero di allineare i testi in ordine alfabetico, aldilà di qualsiasi classificazione cronologica o geografica o di valore, creando così nel lettore effetti di straniante sospensione, attesa, curiosità. Così autori medievali seguono o precedono scrittori d’avanguardia, il nostro Papini succede all’americano O’Neill, Kafka anticipa Kipling. Si passa da uno stile all’altro, da un argomento all’altro, da una lunghezza di parecchie pagine alle poche righe di un aforisma.

«Antiche come la paura, le storie fantastiche precedono la scrittura», scriveva Bioy Casares nella prefazione del 1940, assicurando che spettri, incubi e fantasmi esistevano già nella Bibbia, in Omero, nelle Mille e una notte; da sempre ciò che caratterizza un racconto fantastico è l’ambiente in cui si svolge, l’atmosfera di mistero, la sorpresa, la dislocazione spaziale o temporale, l’esaudimento di desideri, la metamorfosi, l’orrore, il fatto soprannaturale o metafisico. Insomma, tutto ciò che non è facilmente e razionalmente spiegabile e motivato. In questo senso, aggiungeva Borges, «tutta la letteratura è fantastica»: proprio perché non si potrà mai ridurre a calcolo, profitto economico o interesse politico. E concludeva: «Le più belle antologie le fa il tempo», salvando nella memoria dei lettori anche pagine consunte dal trascorrere di decenni e secoli: infatti qui troviamo Petronio, Niu Sengru, Rabelais, Carlyle. Ma anche Poe, Wells, Joyce, Cortàzar e gli stessi tre autori. Perché, come scrive Ernesto Franco nella presentazione, questa più che un’antologia, «è l’autoritratto di un’amicizia».

 

© Riproduzione riservata      www.sololibri.net/Antologialetteraturafantastica.html   27 febbraio 2017