BUKOWSKI

CHARLES BUKOWSKI, SVASTICA – STAMPA ALTERNATIVA, TARQUINIA 2011

“Il Presidente degli Stati Uniti d’America entrò nell’auto, circondato dagli agenti. Prese posto sul sedile posteriore. Era una mattina anonima e scura. Nessuno parlò”. È l’incipit di un racconto di Charles Bukowski, Svastica, inserito nell’edizione americana originale di Storie di ordinaria follia, e mai pubblicato nelle corrispondenti edizioni italiane. Il motivo di questa censura viene ipotizzato da Raffaello Gramegna, curatore di questo volumetto, nella sua appassionata introduzione. “In Svastica l’ambiente non è il solito manicomio, né il bar, né la camera dai muri screpolati. Qui, per la prima volta in un libro di Bukowski, si comincia dalla massima espressione di ambiente socialmente sano: the White House, signori, la Casa Bianca”. In effetti, il racconto non è molto tipico della narrativa bukowskiana: nemmeno sfiorato dall’ossessione del sesso, dell’alcol, e delle secrezioni corporee, è invece centrato sulla leggenda del ritorno del Führer. La violenza, che è un tema tipico dello scrittore americano, qui è ovattata, pervasiva e priva di connotati fisici; essa caratterizza il potere, capace di modificare i rapporti umani e addirittura il corso della storia mondiale.

La narrazione si apre con il rapimento del Presidente degli USA, che in un giorno di pioggia battente viene condotto dalla sua scorta, anziché verso la meta programmata dell’aeroporto, in un luogo segreto, attraverso stradine sterrate e fangose (con successivi trasferimenti di auto e depistaggi per evitare ipotetici pedinamenti), in una vecchia pensione situata in aperta campagna. Impaurito e stupefatto, si trova davanti un Hitler ottuagenario, ma vigile e concentrato in un suo diabolico piano.

“Questo è un gran giorno per la Storia”, dice uno degli agenti segreti. Il Presidente e il Führer, sottoposti a un’incredibile e futuristica operazione plastica, si scambiano connotati e ruoli. Il dittatore, che dopo la fine della guerra e il falso ritrovamento del suo cadavere nel bunker di Berlino, ha continuato a dirigere le sorti del mondo in incognito, si dirige in pompa magna verso la Casa Bianca, dove occuperà l’Oval Office e la cameraa da letto del Presidente, mentre quest’ultimo finirà recluso in una clinica psichiatrica, da dove continuerà a proclamare la sua vera identità, deriso da medici e degenti.

Il raccontino in sé non ha un particolare valore letterario, e forse l’unico interesse che può riscuotere sta appunto nel fatto di essere stato escluso dalla più famosa raccolta di Bukowski. Ma l’edizione di Stampa alternativa ha invece il merito di proporre il testo originale in inglese, e un’attenta ricostruzione biografica e ideologica del curatore, che difende l’autore dalle accuse di simpatie naziste, sottolineando la sua anarchica opposizione a ogni potere, e il suo essere sempre stato “CONTRO; contro i comunisti, contro il governo americano, contro i padroni, contro le femministe, contro gli ecologisti, contro i blue collars, contro i cristiani praticanti, contro la Beat Generation, contro sé stesso”.

© Riproduzione riservata      https://www.sololibri.net/Svastica-Bukowski.html               5 novembre 2019