LAHIRI

JHUMPA LAHIRI, RACCONTI ITALIANI – GUANDA, MILANO 2019, p. 539

Non è molto frequente che uno scrittore si innamori di una lingua e di una letteratura che non sono le sue, al punto da immergersene con passione totale, da specializzarsi nella traduzione dei suoi testi poetici e narrativi, da adottarne temi e stili, e infine da decidere di scrivere direttamente in quella lingua straniera, resa elettiva e propria. Ci sono alcuni esempi illustri di letterati che, provenendo da paesi diversi, per differenti ragioni hanno scelto di esprimersi in un linguaggio che non è quello nativo: Joseph Conrad, Samuel Beckett, Vladimir Nabokov, Arthur Koestler, Agota Kristof, Derek Walcott, Salman Rushdie, Tahar Ben Jelloun, Hanif Kureishi, Arundhati Roy.

Ma nella nostra contemporaneità e per quanto concerne l’Italia, a me vengono in mente pochi nomi, che esulino dalla produzione dei migranti (sempre più diffusa, ambiziosa, convincente): Giorgio Pressburger, Helena Janeczek, Alice Oxman, Gezim Hajdari, Jhumpa Lahiri…

Jhumpa Lahiri (Londra1967) è una scrittrice statunitense di origine indiana, professore di scrittura creativa all’Università di Princeton. Affascinata dalla cultura del nostro paese (ha un dottorato in studi rinascimentali), dal 2011 soggiorna a lungo a Roma con i due figli e il marito. Dal 2015 scrive direttamente in italiano e pubblica i suoi libri con le edizioni Guanda: nello stesso anno ha vinto il Premio Internazionale Viareggio-Versilia con il volume autobiografico In altre parole.

Autrice di saggi e romanzi, ha ottenuto importanti riconoscimenti: tra gli altri, il Pulitzer, il PEN/Hemingway Award e il Guggenheim Fellowship.

L’anno scorso ha curato e introdotto un’antologia di Racconti italiani, tra le più varie e interessanti uscite negli ultimi decenni sul territorio nazionale. Raccoglie quaranta autori, di cui undici donne, che appartengono tutti al gotha della nostra letteratura, anche se di alcuni di loro oggi rimane purtroppo scarsa memoria. Si va dal più antico, il classicissimo Giovanni Verga (1840-1922), rappresentato da una novella ambientata ad Aci-Trezza, premessa introduttiva a I Malavoglia, al più recente Antonio Tabucchi (1943-2012), riproposto con una storia che travalica i confini spazio-temporali, situandosi tra la nostalgia del déjà-vu e la speranza di un futuro solo ipotizzabile.

Ma troviamo anche un’allusiva Lalla Romano che lambisce le tentazioni erotiche di una villeggiante borghese, un asciutto Elio Vittorini che fa dialogare due personaggi sulla presenza aleatoria di un’enigmatica figura femminile, un originale Massimo Bontempelli che addirittura riesce a trasportare il mar Tirreno nel suo appartamento romano, un surreale Alberto Savinio umanizzante oggetti e arredamenti domestici. Possiamo rileggere commossi lo splendido racconto di Anna Maria Ortese Un paio di occhiali, la raffinata Cristina Campo, la severa Elsa Morante, il cerebrale Italo Calvino, l’arrabbiato Beppe Fenoglio, il caustico Giovanni Arpino, il tenero Carlo Cassola, il beffardo Flaiano. Audacemente oscillanti tra l’avanguardia, il tragico e il grottesco sono gli scritti di Landolfi, Gadda, Manganelli, e magistralmente raffinato quello di Tomasi di Lampedusa.

Una molteplicità di forme e contenuti, di ideologie e caratteri individuali, che si prestano a soddisfare i gusti di ogni tipo di lettore. I racconti antologizzati parlano di guerra e dopoguerra, di paesi contadini e città anonime, di coppie infedeli e famiglie in miseria, di solitudine e di impegno politico. Di donne e animali, di bambini e di vecchi. Utilizzano stili diversi: dal realismo al barocco, dallo sperimentale al postmoderno. Jhumpa Lahiri li introduce attraverso un sintetico ritratto di ogni autore, e un breve commento personale. Afferma con sincerità che la scelta dei quaranta scrittori è stata determinata dal suo particolare interesse e da una sensibilità spiccata nei riguardi della produzione letteraria di autori ibridi e complessi: poeti, giornalisti, artisti, musicisti, insegnanti, scienziati, traduttori che rappresentano tante sfaccettature della complessa società italiana, come si è evoluta nel corso dell’ultimo secolo, nei costumi, nella storia, nel paesaggio, nelle idee.

Il volume si conclude con un’utile tavola sinottica che scandisce la cronologia dei principali avvenimenti storici e letterari succedutisi in Italia dal 1840 al primo decennio del 2000.

 

© Riproduzione riservata    «Gli Stati Generali», 9 agosto 2020