NELLO SCAVO, L’ORIZZONTE DI NOTTE NON ESISTE – MANNI, LECCE 2023

Nello Scavo (Catania, 1972), inviato speciale del quotidiano Avvenire, è autore di inchieste importanti e coraggiose. Reporter internazionale, cronista giudiziario, corrispondente di guerra, collabora anche con diverse testate estere. Si è occupato dei conflitti in Africa e in Medioriente, di immigrazione clandestina, di politica vaticana, dell’invasione russa in Ucraina. Nel gennaio 2019 è stato il primo giornalista a salire a bordo della nave Sea Watch 3, che per  settimane è stata bloccata in mare dopo avere soccorso 49 migranti a cui non era stato permesso di sbarcare. La sua ultima pubblicazione, L’orizzonte di notte non esiste, mette in discussione il concetto di “confine” tra stati, là dove le frontiere nascondono in realtà muri invalicabili per chi cerca di superarli nel tentativo di salvare la propria vita. Il confine può essere una semplice formalità, o il bastione di una fortezza difeso con inflessibile crudeltà da forze militari impermeabili al sentimento della pietà.

Il testo di Scavo, rappresentato a Bologna nel luglio del 2021 con voce recitante di Ottavia Piccolo su accompagnamento musicale, racconta dunque la sofferenza di uomini donne bambini costretti a lasciare il proprio paese per cercare rifugio in zone ritenute più sicure e più ricche di quelle che abbandonano. Più sicure, ricche, sane. Raramente accoglienti.

La narrazione alterna alla nuda illustrazione di dati sui migranti la testimonianza di alcuni casi particolari, altamente drammatici, esposti con un coinvolgimento commosso ed empatico, che fa assumere alla scrittura un tono quasi lirico.

I profughi oggi sono circa 70 milioni, più di quanti ne ha provocati la seconda guerra mondiale: questo esodo massiccio e ingovernabile movimenta miliardi di dollari a beneficio dei contrabbandieri. Nel marzo dello scorso anno, la Corte penale dell’Aja si è pronunciata qualificando gli abusi contro i migranti come crimini di guerra e crimini contro l’umanità, ma nella stessa data il Consiglio di sicurezza dell’Onu, mentre condannava l’invasione russa in Ucraina, taceva delle violenze in Libia. Violenze che hanno portato il diciannovenne Mohamed, scappato dal Darfur, torturato e abusato nel campo di prigionia di Ain Zara, a impiccarsi. Il Dipartimento per il contrasto dell’immigrazione in Libia viene sovvenzionato economicamente dal nostro paese, perché tenga lontani i profughi dai nostri mari. Contro questa tratta di carne umana si battono generosamente alcuni buoni samaritani, come don Mattia Ferrari, sacerdote modenese finito sotto tutela delle forze dell’ordine a causa delle minacce ricevute da ambienti vicini ai trafficanti e alle autorità libiche, o come la macedone Lence Zdravkin, che soccorre i rifugiati sulla rotta balcanica.

Gli episodi narrati da Nello Scavo sono diversi e ugualmente toccanti, sia che raccontino del piccolo ivoriano Simba (uno dei tantissimi “invasori con il pannolino” da cui ci difendiamo), che da un barcone “latrina di escrementi, carburante e vomito” viene gettato di notte tra le braccia di un operatore su una scialuppa della Guarda costiera, sia che descrivano la brutalità cui vengono sottoposti i bambini siriani, libanesi, turchi, giordani, costretti a lavorare 12 ore al giorno in botteghe artigiane, o trasportando sacchi di carbone. Nel deserto al confine tra il Messico  e il Texas sono sempre i minori che patiscono le angherie di contrabbandieri, pagati per scagliarli al di là del muro, chiusi in sacchi come fagotti. Persino le strutture di soccorso finanziate dall’Unione Europea come Moria, in Grecia, non garantiscono le misure elementari di igiene e assistenza. “Concepita per 3.000 migranti e profughi, ne ospita 20.000: un bagno (sporco) ogni 160 persone, una doccia ogni 500, una fonte d’acqua ogni 325”.

L’autore stesso ha provato sulla sua pelle il senso di abbandono e paura, come quando, in un viaggio dalla Somalia all’Etiopia per testimoniare ingiustizie e violenze del continente africano, è stato abbandonato dalla sua guida Hassan, che riteneva troppo pericoloso accompagnare oltre il confine un giornalista bianco, un “walking dollar”, banconota che cammina,  pollo da spennare, o da sequestrare negoziando un riscatto.

I confini, barriere fisiche e mentali, muri che dividono difendendo le civiltà evolute e condannando i poveri e gli sfruttati, si confondono nel buio della notte, come recita il titolo del libro: “L’orizzonte, di notte, non esiste. Il confine tra il pianeta e il firmamento, semplicemente sparisce. È così che viaggiano i sogni. È così che cominciano gli incubi. In un campo di prigionia, su una zattera, con le braccia trapassate dal filo spinato, oppure nello sguardo perso di un bambino nel deserto. È così che la Storia ci rivolgerà una domanda antica: «Caino, dov’è tuo fratello?»”.

 

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SoloLibri.net › … › L’orizzonte di notte non esiste di Nello Scavo,  2 febbraio 2023