ROMANO MÀDERA, LA CARTA DEL SENSO – CORTINA, 2012

Romano Màdera, professore di Filosofia morale presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e studioso del pensiero di Jung, fa parte dell’Associazione di psicologia analitica internazionale. Nel volume La carta del senso, pubblicato presso Raffaello Cortina nel 2012, suggerisce ai lettori un percorso filosofico che incoraggi al cambiamento della propria vita (senza pretendere di cancellarne i momenti negativi), e insegni l’accettazione del dolore, rendendolo strumento di miglioramento per sé e per gli altri. Il corposo testo affronta in sette capitoli temi diversi ma convergenti nell’obiettivo di un recupero della saggezza, del piacere di vivere, del superamento di ogni egocentrismo: per imparare a interrogarsi, a pentirsi, a riparare e a perdonare. Chi legge può scegliere il modo più consono di affrontare il “cammino della salute” proposto dall’autore: nel caso fosse particolarmente interessato alla psicanalisi, già l’introduzione si sofferma sui nodi cruciali che problematizzano il rapporto tra analista e paziente: l’individuazione dei sintomi di malessere, la dinamica che si instaura tra parola e silenzio, il transfer, la durata e la fine delle sedute. Utilizzando le fonti canoniche di tale scienza (Freud e soprattutto Jung), ma anche le voci più innovative e recenti (Winnicott, Matte Blanco, Paolo Aite) Màdera esplora le più diffuse e problematiche sofferenze psichiche, dalla depressione alla nevrosi ossessiva, dall’ansia di prestazione alla bulimia consumistica.

Il primo capitolo ci introduce subito in medias res, ospitandoci nella stanza dell’analista dal primo incontro terapeutico con l’altro, fino al conclusivo indirizzamento verso un nuovo atteggiamento esistenziale. Un “caleidoscopio” di sogni, disordini, rimozioni, traumi, fissazioni, nella cui interpretazione i due attori che interagiscono collaborano tentando di dare un senso all’angoscia, orientandola altrimenti, trascendendola. Ecco quindi alcuni casi clinici che lo psicologo illustra con l’empatia e la delicatezza di chi propone una “cura positiva”, in grado di superare il dato biografico per approdare a una saggezza superiore, a uno sguardo più vasto, capace di liberare le potenzialità espressive e culturali del paziente. Se oggi soffriamo tutti di un restringimento autoreferenziale, ombelicale, dei sentimenti e della progettualità, una via d’uscita ci può essere indicata dalla sapienza antica, così come la interpretava Pierre Hadot. Il grande pensatore francese intendeva la filosofia “come trasformazione della percezione del mondo”: guardare alla realtà in maniera diversa ci aiuta a cambiare noi stessi, a rinnovarci, recuperando un senso e una direzione dell’esistenza che abbiamo perduto. Impegnandosi nell’esercizio su di sé, l’essere umano riesce a raggiungere l’oltrepassamento di sé stesso e l’universalizzazione. La via suggerita si snoda attraverso tre modalità di esercizio spirituale, che hanno come obiettivo il raggiungimento della verità, la solidarietà con l’altro e la riflessione sul cosmo, sulla natura, su tutto ciò che ci accoglie e insieme ci relativizza.

Romano Màdera prospetta quindi un percorso curativo che coinvolga corpo, mente ed emotività, da attuare sotto la guida di un maestro dell’interiorità (secondo l’ottica cristiana dell’autore esso risiede nella lezione evangelica, ma può benissimo prescindere da fedi religiose o ideologiche), che partendo dall’esperienza biografica particolare dell’analizzante sappia condurre a una visione più elevata, cosciente e comprensiva del mondo esterno con cui relazionarsi. Tutti i capitoli di questo prezioso e denso volume offrono stimoli culturali e indicazioni comportamentali di grande interesse, anche relativamente al giudizio che l’autore dà della civiltà contemporanea occidentale, così frastornata e invadente, tanto abbagliata da falsi miti e cogente nel suo conformismo: proprio il richiamo alla saggezza insegnata dai filosofi greco-romani risulta un potente correttivo del materialismo e dell’estetismo imperanti nell’oggi. Soprattutto originali appaiono allora le ultime sezioni del testo, con i suggerimenti di pratiche filosofiche da seguire (esercizi fisici, di concentrazione, comunicazione, meditazione, di lettura e scrittura) per dare un senso nuovo all’esistenza e raggiungere una serenità di fondo, praticando una misericordia non giudicante, in modo da attuare un perfezionamento morale che migliori non solo la nostra vita ma anche quella sociale, e superando l’incentramento egoico attraverso un cammino spirituale laico in grado di offrire una direzione consapevole nella quotidianità.

 

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https://www.sololibri.net/La-carta-del-senso-Romano-Madera.html      23 marzo 2018