Mc CARTHY

CORMAC Mc CARTHY, FIGLIO DI DIO – EINAUDI, TORINO 2008

Ambientato nel Tennessee contadino più squallido e ottuso, questo romanzo di Cormac McCarthy ha come protagonista un uomo violento e solitario, che conduce un’animalesca esistenza in “una vecchia casa di assi”, in simbiosi col suo fucile, con asce e coltelli, con le bestie del bosco, e con i pochissimi esseri umani che riescono a sopportare la sua presenza. Lester Ballard “è piccolo, sporco, con la barba lunga. Si muove con impacciata ferocia tra la paglia secca, in mezzo alla polvere e alle strisce di luce…Nient’altro che un figlio di Dio come voi, forse”. Ma di un dio minore, evidentemente, a cui non crede, convinto solo di dover difendere rabbiosamente il suo minimo spazio vitale, e la sua sopravvivenza ferina. McCarthy ne descrive con implacabile precisione e oggettività ogni movimento, soffermandosi solo sui suoi gesti esteriori: dai più umilianti e banali a quelli derivati dalla sua indifferente crudeltà. Lester Ballard sembra non avere anima né sentimenti, quindi l’autore non fa alcun cenno ad essi. Lo racconta in terza persona, osservandolo da distanza ravvicinatissima. E lo fa raccontare dal coro anonimo dei suoi compaesani,esasperati o compiaciuti della sua asociale brutalità, ma spesso selvatici quanto lui. Furbo e cattivo, fa del suo odio un’arma rivolta contro tutti: vicini di casa, fedeli della parrocchia, animali selvatici e domestici, e donne. Soprattutto donne. Da spiare, sporcare, offendere, violentare, uccidere. Durante un inverno impietoso, Ballard si trasforma da morboso guardone di coppiette a loro assassino, ossessionato dai corpi morti su cui infierisce, accoppiandosi coi cadaveri delle ragazze, svestendole e rivestendole con furore necrofilo, abbandonandosi a ogni perversione e crudeltà prima di collezionarne e nasconderne i cadaveri. Braccato dalla legge e dal desiderio di vendetta dei suoi concittadini, muore banalmente in prigione per una polmonite, senza pentirsi: sepolto in solitudine come conviene a un mostro, “figlio di dio”.

IBS, 28 agosto 2014